16 febbraio 2010

Primo metodo per arricchirsi: aumenta la tua creatività e le idee di business.

Vorrei iniziare questo articolo invitandovi a una riflessione introduttiva all’argomento: se non vi sentite sufficientemente ricchi probabilmente è perché non vi sentite ancora padroni della vostra vita. Infatti, anche se desideraste guadagnare molto di più in termini di ricchezza (monetaria e/o emozionale), ciò non costituirebbe alcun problema dentro di voi se solo sapeste come uscire dalla vostra situazione e come raggiungere i vostri obiettivi. Pensateci su un attimo: non è il problema in sé a farci star male ma la convinzione di non sapere come risolverlo. La mancanza quindi di prospettiva.
È per questo che, prima di ogni altra cosa, per crescere in ogni campo in cui volete farlo è importante avere idee creative. Che cosa sono le idee creative e perché la creatività è così importante? Questo ci riconduce alla natura di ciò che chiamiamo problemi: un problema è un ostacolo fra noi e la cosa che vogliamo raggiungere, che sia un’emozione, un qualcosa di materiale o spirituale ecc. Il problema è ciò che ci distanzia dal soddisfare un nostro desiderio. Che cosa c’entra il problema con la creatività? Praticamente tutto. La creatività è infatti la capacità (o serie di capacità) che usiamo per superare un ostacolo risolvendolo, eliminandolo o anche trasformandolo. La creatività quindi trova il modo di arrivare da un punto A a un punto B superando le difficoltà. Ma come si può imparare ad avere idee creative?

Definire il modo può essere semplice ma come tutte le cose c'è bisogno di molta pratica. Aggiungerei che c'è bisogno anche di capirne l’utilità per ottenerne i massimi benefici: se non sperimentiamo quanto può essere utile e gratificante trovare soluzioni non avremo molta determinazione nel risolvere i problemi e questo diminuirà la stessa efficacia di ogni nostra azione. Può diventare così un circolo vizioso: tentiamo di far qualcosa per migliorare una situazione ma inconsciamente non siamo convinti si possa risolvere; la mente umana allora, sapendo che ci sarò un insuccesso, impiega pochissime risorse senza che ce ne accorgiamo, con conseguente fallimento dei nostri tentativi. Capite il tranello? Per questo è molto utile, per aumentare la propria creatività, chiedersi se si ha fiducia in ciò che si sta facendo e, in caso contrario, cercare prima di tutto di risolvere e sciogliere quel dubbio o convinzione piuttosto che incaponirsi in un migliaio di tentativi; provare e riprovare senza “ripulirsi” restituisce un solo risultato: delusioni, bassa autostima e bassa fiducia nelle leggi dell’Universo (nella propria fortuna o come volete chiamarla).

Colui che ha codificato idee creative in maniera piuttosto ufficiale e ne ha ottenuto molto successo è senza dubbio il dott. Edward De Bono. Nel suo libro disponibile anche in Italia “Essere Creativi” (ed. Il Sole 24 Ore) De Bono propone diversi metodi efficaci di lavoro per risolvere un problema una volta che si è chiarito lo scopo. Oltre ad avere un alto potenziale di utilizzo nelle scuole ha fra i suoi tanti pregi quello di aiutare a sciogliere la mente dal solito modo di funzionare chiamato “pensiero razionale”, “sequenziale”, “dell’emisfero sinistro”, o “pensiero verticale”. Il dott. De Bono infatti propone di usare modi di pensare più fantasiosi, imprevedibili e innovativi che rompano gli schemi tradizionali basati su classiche convinzioni o conoscenze sedimentate: spesso è quando dimentichiamo che qualcosa non può essere fatto che riusciamo a farla (o di conseguenza quando non sappiamo se si possa fare o meno secondo il giudizio comune). Di questo ci sono numerosissime testimonianze sia in campo sportivo, in ambiente scientifico o nel campo del business ed è ciò che viene definito come pensiero laterale. Al giorno d’oggi vale nel business la stessa regola che valeva mille anni fa: ciò che venderà di più sarà quella cosa che risolve, nel modo migliore, un problema al maggior numero di persone. In pratica, il consiglio che do soprattutto a chi vuole iniziare un’attività commerciale o ne voglia rimettere in piedi una, è di domandarsi “che problema sto risolvendo e a quante persone lo sto risolvendo (e/o posso risolverlo)?”. Questo vi aiuterà anche ad imbroccare la strada giusta nella composizione del materiale pubblicitario che userete per farvi conoscere (tratterò in un altro post come è cambiato il linguaggio nel marketing moderno di successo e come è importante il giusto design). Ho sperimentato però che può essere fuorviante porlo sempre in termini di “problema” per arrivare alla giusta soluzione; ci sono infatti varie costruzioni di parole che possono essere usate in sostituzione delle prime che ho citato: una può essere quella di chiedersi “che esigenza o bisogno o desiderio sto soddisfacendo o posso soddisfare, e quante persone posso fare contente con questo mio bene/capacità/servizio?”. Si tratta quindi, in questo caso, di una vera e propria ricerca “umana”, la passione per i problemi o desideri degli altri nel mondo, chiedendosi quale può essere il nostro contributo personale. Questo va unito con ciò che ci piace fare o che ci è sempre venuto spontaneo fare, ciò che ci appassiona terribilmente, ciò che in noi sentiamo che è innato (che sappiamo fare da sempre senza difficoltà): tutto questo si ricollega infatti con lo scopo che diamo alla nostra vita e al nostro lavoro (nel parlerò più ampiamente in un altro post). Le cose più vendute al mondo sono cose che soddisfano un’esigenza diffusa, un forte desiderio o un grosso problema da parte di persone a cui riusciva facile applicarvisi superando numerose delusioni.

Il secondo approccio che posso consigliarvi è di tipo intuitivo, ma va comunque a braccetto con la capacità di avere idee fuori dal comune e di ripulire la mente da convinzioni vecchie e limitanti. È ciò che potrei chiamare il vero spirito imprenditoriale o “del commerciante”: ricercare, riconoscere ed afferrare al volo le occasioni di guadagno entrando in contatto con altre persone. Mi è capitato spesso di avere idee da poter sviluppare e dentro di me sentivo, non so dire perché, un senso di eccitazione fuori dal comune unita a una certa sicurezza di successo: ecco quelle sono le buone idee che ci fanno guadagnare molto se solo corriamo a realizzarle. Infatti io la penso come Joe Vitale che dice come le grandi idee vengono contemporaneamente a più persone e il primo che corre a realizzarle diventa ricco. Per prima cosa allora è meglio cambiare mentalità sul guadagnare soldi: molti pensano sia difficile o spesso che non si meritino l’aumento della propria ricchezza. Questo è un aspetto psicologico che tratterò in un altro post ma che è molto importante: fa sempre parte del ripulire se stessi dagli ostacoli per far scorrere il fiume naturale del proprio meccanismo per il successo. Per cambiare facilmente alcune convinzioni basta leggere le storie giuste, quelle dei grandi marchi o dei grandi personaggi che hanno avuto successo: l’importante è capire che hanno iniziato dal nulla e che hanno dovuto affrontare come noi molte delusioni e dubbi sulle proprie capacità di riuscire, senza mai però essersi arresi del tutto (magari erano sul punto di farlo ma non l’hanno fatto). Vi consiglio un ottima raccolta di storie di successo: “Come una buona idea si può trasformare in una grande impresa” (ed. Gremese), anche se ci sono moltissimi libri che possono offrirvi idee ed emozioni potenzianti, in questo stesso magazine avrò modo di riportarvi numerosi personaggi e testi del genere. Quando avrete letto un numero sufficiente di storie e magari avrete condiviso con i protagonisti le loro frustrazioni, le loro idee geniali, i sacrifici e anche i successi comincerete a capirne di più sul mondo degli imprenditori di se stessi e vedrete le cose in modo differente. Sentirete di avere dentro di voi uno scopo, sentirete che le vostre idee possono contribuire a risolvere i problemi degli altri e a farli star meglio; di tanto in tanto vi balzerà in mente o all’occhio qualcosa e saprete che è un’ottima idea per iniziare ad aumentare la vostra ricchezza.

Piccolo ma utile esercizio che vi propongo è il seguente: ogni giorno, subito dopo colazione, sedetevi con piacere a un tavolo o sdraiatevi sul vostro divano preferito: l’importante è che l’ambiente sia “potenziante”. Prendete una penna che scriva velocemente e alcuni fogli di carta e scrivete 10, 20, 30 modi in cui potete arricchirvi, 10, 20, 30 cose che potete fare subito per iniziare a guadagnare, a star meglio, a far star meglio qualcuno intorno a voi. Fatelo ogni giorno, scandagliate le vostre migliori capacità e le vostre migliori risorse, anche se queste inizialmente non dovessero sembrarvi sufficienti: il segreto è sempre fare molto con poco. Ripetendo l’esercizio giornalmente, come gioco, anche nei momenti di noia o di “vuoto” (come dover aspettare in coda alle poste) vi aiuterà notevolmente ad acquisire una mente creativa e orientata alla ricchezza: inizierete a vedere le cose in modo molto diverso e più potenziante.



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3 commenti:

  1. Grazie Paolo per questo focus sula creatività! E' un tema che da tempo sto coltivando e che sta ispirando un io pprogetto personale di crescita interiore ed esteriore! Importante il richiamo ala necessità di:MUOVERSI,DARSI UNA MOSSA, come dice JOE VITALE. questo fa la differenza e lo sto vedendo nel mio processo, quando gira è perchè non sto ostacolandolo con i miei condizionameti limitanti le paure ed i dubbi, e lascio fluire mentre spesso, appesantito, ci si incastra...

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  2. Grazie Serenanda. Se ci fai caso le volte che qualcosa ci va bene è quando siamo più fluidi, in cui dentro di noi non c'è una vera e propria immagine dell'insuccesso. Lasciamo che sia, come fosse un gioco divertente di cui non abbiamo bisogno. Probabilmente è utile coltivare questo stato di leggerezza e anche contemporaneamente esprimere tutto il potenziale di cui si è capaci (e per far questo non mi stancherò mai di essere d'accordo con lui, lo dice chiaramente Stuart Wilde: il denaro, farne molto, può davvero darvi la possibilità di far emergere tutto il vs. potenziale, anche e soprattutto per far del bene agli altri, per contribuire).

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  3. grazie Paolo, complimenti per il contenuto e per la "penna", davvero scorrevole e accattivante.
    bello

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